ECM e P.L. Ferrari spiegano agli armatori le leggi americane sull’inquinamento

‘Investigate-Criminalize-Prosecute’. Questo lo slogan del convegno “Maritime Environmental Compliance & the US Perspective”, organizzato dalla società di consulenza internazionale ECM Maritime Services LLC, in collaborazione con P.L. Ferrari, che ha prestato la sua sede genovese all’evento.


Scopo del seminario, a cui hanno partecipato una cinquantina di executives tra armatori e shipmanager, è stato quello di fornire una panoramica sulla complessa e severa normativa vigente negli Stati Uniti in tema di inquinamento marittimo.
Alla presenza di Michael Minogue e Nishit Kapoor, rispettivamente President/CEO e Vice President di ECM, coadiuvati da Massimiliano Villa in rappresentanza del padrone di casa P.L. Ferrari, sono intervenuti Michael G. Chalos, avvocato marittimista che ha assistito decine di armatori in casi di violazioni ambientali negli Stati Uniti, ed il Sindacate Director David Roberts di Charles Taylor (Standard P&I Club), che ha passato in rassegna le principali caratteristiche dell’Act to Prevent Pollution from Ships (APPS), la legge americana che traduce nell’ordinamento USA le direttive della convenzione internazionale MARPOL (divisa in sei capitoli denominati ‘Annex’, è entrata in vigore nel 1978 e nel 2005 è stata ratificata da oltre 130 paesi).
Negli Stati Uniti, che recentemente hanno adottato anche il sesto Annex – relativo alle emissioni atmosferiche – vige da tempo la ‘linea dura’ nell’applicazione della MARPOL (acronimo di MARitime POLlutions): in caso di gravi violazioni della MARPOL/APPS, oltre al fermo della nave, la US Coast Guard denuncia i responsabili di bordo e la compagnia di gestione al Dipartimento di Giustizia per crimini ambientali. Poiché negli USA l’inquinamento delle acque è considerato un reato molto grave, le conseguenze penali e civili possono comportare il risarcimento dei danni, una multa e la prigione per i responsabili.
In generale, le parti coinvolte nel procedimento (compagnia/defendant e Dipartimento di Giustizia), preferiscono quindi patteggiare un accordo processuale (Plea Agreement) che stabilisca gli oneri a carico della compagnia.
Tali oneri solitamente consistono nel pagamento di un’ammenda – che ha raggiunto in alcuni casi anche somme superiori a 30 milioni di dollari – e nell’obbligo di implementare un Environmental Compliance Program molto oneroso, per un periodo variabile da 3 a 5 anni a seconda dell’entità della violazione ambientale riscontrata.
Date le cifre rilevanti in gioco – hanno sottolineato i rappresentanti di ECM – le compagnie dovrebbero mettere in atto azioni che prevengano, per quanto possibile, il determinarsi di tali situazioni, potenzialmente devastanti per la loro stessa sopravvivenza.
Unico modo per evitare l’osservazione coatta del ECP – ha spiegato Nishit Kapoor nel suo intervento – è quello di adottare volontariamente un Environmental Management System/Compliance Program (EMS/CP). Dotandosi di questo sistema, pratica per cui ECM fornisce ai suoi clienti apposita consulenza, gli armatori colti a trasgredire le norme non verranno segnalati al Dipartimento di Giustizia, evitando quindi la lunga e complessa trafila dell’Environmental Compliance Plan.
Questa scelta rende, inoltre, possibile sfruttare la speciale protezione offerta dalla “Politica Volontaria di Divulgazione dei Crimini Ambientali”, emanata dalla Coast Guard nel 2007, che può evitare alle compagnie la denuncia penale.
“Il riscontro dei partecipanti è stato molto positivo – ha commentato a conclusione dei lavori il presidente di ECM Minogue – e stiamo valutando la possibilità di organizzare altri convegni di questo tipo, fondamentali per illustrare agli operatori normative complesse come quelle relative alle tematiche ambientali. Il prossimo potrebbe essere già a settembre, in Giappone”.
ECM, fondata nel 1990, ha la sua sede principale a Norwalk, Connecticut, e dal 2005 è attiva anche in Europa tramite l’agente di rappresentanza ECM Europe Srl, che ha da poco inaugurato i nuovi uffici romani presso il Porto Turistico di Ostia. Fornisce ai suoi clienti assistenza operativa nell’implementazione degli Environmental Management System e consulenza nell’interpretazione delle innumerevoli e spesso complesse novità normative in materia ambientale. “La mancanza di una corretta informazione sugli obblighi legali vigenti nei paesi in cui si opera – aggiunge infatti Minogue – è spesso una delle principali cause di infrazione”

Francesco Bottino

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