ECM Europe lancia un programma per gli armatori ‘verdi’

Bruxelles stringe il cerchio sui reati ambientali; la società di consulenza (con holding negli USA) assiste gli operatori nell’adeguamento alle nuove norme.

Fotografia di Bruno Di Lascio
L’Italia, con una dose di ritardo abituale e tuttavia comune ad altri paesi del continente (Grecia e Portogallo, per esempio, non si sono ad oggi ancora mossi), lo scorso 7 luglio (la scadenza prevista era il 31 dicembre 2010) ha recepito nel nostro ordinamento, tramite il Decreto legislativo sui reati ambientali, le direttive europee 2008/99/CE sulla tutela dell’ambiente e 2009/123/CE (che modifica le precedente 2005/35/CE) sull’inquinamento delle navi e relative sanzioni.Le norme emanate da Bruxelles contengono diverse novità, tutte molto significative per gli armatori del Vecchio Continente: “Non è ancora chiaro come la nuova legislazione comunitaria verrà applicata concretamente nei diversi paesi europei – spiega infatti Bruno di Lascio, managing director di ECM Europe, rappresentante in Europa della società americana ECM Maritime Services, specializzata nell’assistenza agli armatori sulle questioni ambientali – ma nel nostro paese il testo che la recepisce rende ben più rigide le regole in materia di tutela dell’ambiente prevedendo sanzioni penali per illeciti che invece, fino ad oggi, non erano considerati reati, introducendo due nuovi reati (uccisione di specie protette e distruzione di habitat naturali) e, soprattutto, estendendo la responsabilità penale di alcuni reati ambientali anche alle persone giuridiche, ovvero alle compagnie armatrici”.
Se queste nuove regole non saranno stringenti come quelle americane, l’obbiettivo è comunque inasprire la sanzioni: “Negli USA i reati ambientali sono da tempo perseguiti penalmente e, se la locale guardia costiera riscontra irregolarità su una nave, si attiva il Dipartimento di Giustizia con l’istruzione di un procedimento giudiziario. In molti casi tuttavia – precisa Di Lascio – queste situazioni si risolvono con un Plea Agreement, che impegna gli armatori a sottostare ad un periodo di monitoraggio delle proprie attività (che può durare da 3 a 5 anni e coinvolge tutte le navi della compagnia operative negli USA) e ad implementare un sistema di gestione e prevenzione dei reati ambientali”.
ECM negli Stati Uniti ha una consolidata esperienza in materia, avendo lavorato come consulente per armatori ma anche per il Dipartimento di Giustizia in più di 30 casi, molti dei quali seguiti direttamente da ECM Europe dato il coinvolgimento di operatori europei attivi in Nord America, “e ora, viste le nuove norme emanate da Bruxelles, vogliamo mettere questo bagaglio di conoscenze a disposizione delle compagnie marittime operanti nel nostro continente”.
Innanzitutto, assicura il managing director di EMC Europe, “è fondamentale l’informazione mirata su questi temi, all’interno dei quali non sempre è facile orientarsi. Per ciò lo scorso anno abbiamo tenuto a Genova un seminario, organizzato in collaborazione con PL Ferrari (S2S n.24/2010), e il prossimo 21 novembre riproporremo un’iniziativa analoga ad Amburgo”.
Oltre a fare ‘cultura’ sulle tematiche ambientali, ECM Europe offre ai suoi clienti anche un servizio di consulenza che comprende un costante aggiornamento sulle novità legislative e, per gli operatori interessati, un programma di Voluntary Environmental Compliance Plan (VECP).
“L’intervento parte da un’analisi dell’attuale situazione ‘gestionale’ di una compagnia di navigazione, a cui poi proponiamo una serie di best practices e modelli operativi che, se messi in atto, salvaguardano l’azienda dalla possibilità di incorrere in sanzioni o di essere ritenuta legalmente responsabile nel caso venissero riscontrati illeciti a bordo delle proprie navi. La legge italiana 231, il riferimento per i reati ambientali, non obbliga a seguire queste procedure, ma lo consiglia esplicitamente. In sostanza il programma consente agli armatori di adottare tutte le precauzioni possibili e di corrispondere completamente a quanto richiesto delle normative europee in materia di rispetto dell’ambiente”.
Il cluster marittimo nostrano sta rispondendo bene ai servizi offerti da ECM Europe: “Anche se in Italia – puntualizza Di Lascio – la tendenza a prevenire e muoversi in anticipo non è ancora molto diffusa, con l’introduzione delle nuove norme comunitarie gli armatori cominciano ad attrezzarsi, consapevoli che essere informati e preparati in modo da evitare di incorrere in sanzioni, ormai anche penali, rientra nei loro interessi”.

Francesco Bottino

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