Seminario di ECM per gli associati di Confitarma

ECM Europe è lieta di annunciare il seminario “Environmental compliance in shipping and the U.S. & E.U. perspective” che sarà ospitato da Confitarma a Roma, il prossimo 30 Gennaio 2012.
Questo seminario, organizzato da ECM & PL Ferrari, per Confitarma e i suoi associati, fornisce un’importante guida alle compagnie di navigazione per la razionalizzazione del proprio Sistema di Gestione Ambientale (EMS), allinearlo alla forte domanda di requisti ambientali addizionali emessi dal Governo degli Stati Uniti e di recente anche dal Parlamento Europeo.

Premessa

Le navi che effettuano scali nei porti statunitensi sono frequentemente soggette a verifiche da parte della USCG. Tali verifiche riguardano sia gli aspetti di sicurezza e security, sia quelli ambientali. Ogni anno la USCG ispeziona circa 10.000 navi su un totale di circa 80.000 approdi. Le navi fermate ogni anno per motivi di sicurezza e prevenzione inquinamento nei due anni risulta 130 (valore medio).

Al di fuori delle ispezioni, bisogna tenere presente che negli Stati Uniti la denuncia anche anonima di reati di tipo ambientali sono fortemente incentivati. Infatti, alcune violazioni sono state identificate e riscontrate a seguito di denuncia di membri dell’equipaggio che hanno poi contribuito a fornire significative evidenze oggettive in fase di “investigation” da parte della USCG/DOJ (Dipartimento di Giustizia).

In caso di violazione di norme ambientali, oltre al fermo della nave, la USCG denuncia i responsabili di bordo e la Compagnia di gestione al Dipartimento di Giustizia per crimini ambientali. Poiché negli USA l’inquinamento delle acque è considerato un crimine molto grave, le conseguenze penali e civili sono altrettanto gravi e possono comportare l’arresto (per i responsabili), il risarcimento dei danni e una multa molto onerosa (per la Compagnia).

In generale, le parti coinvolte nel procedimento (Compagnia – “Defendant” e Dipartimento di Giustizia – DoJ), preferiscono patteggiare un accordo processuale (“Plea Agreement”) che stabilisce gli oneri a carico della Compagnia. Tali oneri consistono nel pagamento di una multa che ha raggiunto in alcuni casi anche somme superiori a 30 milioni di dollari, l’obbligo di implementare un “Environmental Compliance Program” (ECP) ed essere soggetti a continui Audit a bordo e presso le sedi operative per un periodo che va dai 3 ai 4 anni a seconda dell’entità della violazione ambientale riscontrata.

A questo va aggiunto che – ovviamente – per poter ottenere il patteggiamento, è necessario avvalersi di avvocati statunitensi specialisti in materia.

Le cifre rilevanti in gioco dovrebbero indurre le Compagnie a mettere in atto azioni che prevengano, per quanto possibile, il determinarsi di tali situazioni, in quanto una violazione potrebbe avere effetti devastanti per la stessa sopravvivenza della stessa organizzazione.

Questa scelta, oltre a creare le condizioni per evitare che tali situazioni possano manifestarsi sulle nave di proprietà e/o gestite, permette di usufruire della la speciale protezione “Politica Volontaria di Divulgazione dei Crimini Ambientali” fornita dalla USCG ed entrata in vigore nel 2007. L’ implementazione volontaria di tale politica, può infatti consentire di evitare la denuncia penale.

Recentemente questo tema è diventato di ulteriore attualità a livello europeo con l’introduzione della Direttiva Europea 2009/123/EC (entrata in vigore a Dicembre 2010), che in Italia è stata recepita lo scorso Agosto 2011, attraverso l’inserimento del reato ambientale Marittimo causato da navi tra quelli previsti dal D.Lgs. 231/01.

Il Seminario si pone diversi obiettivi quali,:

  • fornire il primo di una serie di aggiornamenti del quadro normativo Statunitense, Europeo e Italiano in materia di reati ambientali,
  • condividere l’esperienza decennale di ECM negli Stati Uniti a seguito dell’implementazione di programmi ECP, che possono essere recepiti in Europa dagli Armatori come “good practices”;
  • presentare un aggiornamento sulle coperture assicurative, ed infine,
  • offrire un’importante riflessione circa la necessità della “gestione del cambiamento” in un contesto storico come questo molto critico per le aziende armatoriali.

Dal 2002 ECM ha assistito armatori in tutto il mondo in decine di casi ECP, e mette ora la sua esperienza e professionalità al servizio di armatori che intendano sviluppare ed implementare strumenti volontari per prevenire in reati ambientali.

Durante il Seminario, importanti input e raccomandazioni saranno forniti dal Registro Italiano Navale (RINA SpA), Thomas Miller UK P&I, Messrs. Chalos, O’Connor and Duffy, LLP e Azimuth Srl nonché da ECM Maritime LLC.

Parnter: http://www.giovaniarmatori.it/


I Commenti sono chiusi

Con noi ti tieni aggiornato

Con noi ti tieni informato

Puoi ricevere gratuitamente le nostre news via: